Kangchenjunga, il tesoro delle cinque cime

Con i suoi 8.586 metri, il Kangchenjunga è la terza vetta più alta del mondo. Situato al confine tra Nepal e India, è anche un luogo sacro per le popolazioni locali, che lo considerano la dimora delle divinità protettrici.

Altitudine
8586 m
Kangchenjunga
Un gigante intriso di spiritualità
Il suo nome significa “i cinque tesori della grande neve”, in riferimento alle sue cinque cime principali. A lungo considerato la vetta più alta del mondo prima delle misurazioni precise dell’Everest, resta un gigante circondato da miti e rispetto.

8 586 m

Altitudine

3ᵉ

Vetta più alta del mondo

5

Cime principali

1955

Prima ascensione

Vetta sacra
Buddhist Prayer flags against Annapurna range covered with snow, way to Ice lake, 4600 m above sea, Annapurna Circuit Trek, Himalayas, Nepal
Gli alpinisti rispettano ancora la tradizione di non calpestare il punto culminante, fermandosi a pochi metri dalla cima.
Un orizzonte indo-nepalese
Kangchenjunga
Da Darjeeling, la silhouette del Kangchenjunga domina il paesaggio.
Il Kangchenjunga incarna l’incontro tra grandezza fisica e profondità spirituale.
Per Norton Peak simboleggia l’umiltà di fronte all’immensità e il rispetto delle tradizioni.
Dall’India (Sikkim, campo base nord)
Avvicinamenti più culturali, caratterizzati dai monasteri buddisti.
Dal Nepal (campo base sud)
Itinerario lungo e selvaggio, partendo da Taplejung.
8848,86 m
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Everest

Al confine tra Nepal e Tibet, l’Everest domina il pianeta con i suoi 8.848,86 metri. Simbolo di avventura e di superamento dei propri limiti, attira da generazioni sognatori ed esploratori. Più che una montagna, è una leggenda vivente.

8516 m
Lhotse

Lhotse

Con i suoi 8.516 metri, il Lhotse è la quarta montagna più alta del mondo. Situato appena a sud dell’Everest, condivide parte del percorso prima di rivelare la sua via verso la gloria, definita dalla sua immensa e temuta parete sud.

8611 m
K2

K2

Con i suoi 8.611 m, il K2 è la seconda vetta più alta del mondo dopo l’Everest. Situato nella catena del Karakorum, al confine tra Pakistan e Cina, è soprannominato la “montagna selvaggia” per la sua difficoltà e l’elevato tasso di mortalità delle sue ascensioni.