L’Everest, il tetto del mondo

Al confine tra Nepal e Tibet, l’Everest domina il pianeta con i suoi 8.848,86 metri. Simbolo di avventura e di superamento dei propri limiti, attira da generazioni sognatori ed esploratori. Più che una montagna, è una leggenda vivente.

Altitudine
8848,86 m
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Una montagna sacra
Per i popoli himalayani, l’Everest è molto più di una cima. Lo chiamano Chomolungma, la “dea madre del mondo”, o Sagarmatha, la “fronte del cielo”. Scalare questa montagna significa attraversare il confine tra il mondo degli uomini e quello degli dei.

1953

Prima ascensione riuscita da Hillary e Norgay

−30 °C

Temperatura media in vetta

100 km/h

Raffiche di vento in vetta

8’848,86

Altezza ufficiale misurata nel 2020

Prima donna in vetta
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Nel 1975, la giapponese Junko Tabei divenne la prima donna a raggiungere la cima dell’Everest. La sua impresa rappresenta determinazione ed emancipazione in un mondo dominato dagli uomini.

Un ascenso minimalista
Everest

Nel 2017, lo spagnolo Kilian Jornet scalò dalla parete nord senza ossigeno né corde fisse. Il suo approccio leggero e veloce, ispirato al trail, ridefinì l’alpinismo d’alta quota.

I vicini dell’Everest

Una fonte di ispirazione universale
L’Everest rimane una fonte di ispirazione universale. Ogni ascesa racconta una storia di coraggio e superamento, ricordando che la montagna impone sempre le sue regole. Per Norton Peak, incarna lo spirito dell’avventura – una sfida esigente dove precisione e bellezza si incontrano oltre gli 8 000 metri.
Kathmandu, punto di partenza dell’avventura
Il viaggio verso l’Everest inizia a Kathmandu, capitale del Nepal. Un volo conduce a Lukla, poi il trekking del Khumbu attraversa villaggi sherpa, monasteri e valli sospese fino al campo base sud a 5 364 m. L’avventura comincia ben prima della montagna.

Scopri altre vette

8611 m
K2

K2

Con i suoi 8.611 m, il K2 è la seconda vetta più alta del mondo dopo l’Everest. Situato nella catena del Karakorum, al confine tra Pakistan e Cina, è soprannominato la “montagna selvaggia” per la sua difficoltà e l’elevato tasso di mortalità delle sue ascensioni.

8586 m
Kangchenjunga

Kangchenjunga

Con i suoi 8.586 metri, il Kangchenjunga è la terza vetta più alta del mondo. Situato al confine tra Nepal e India, è anche un luogo sacro per le popolazioni locali, che lo considerano la dimora delle divinità protettrici.

8188 m
Cho Oyu

Cho Oyu

A 8 188 metri, il Cho Oyu domina il confine tra Nepal e Tibet. Il suo nome, che significa “Dea turchese”, richiama i riflessi luminosi dei suoi ghiacciai e delle sue nevi eterne. Meno temuto dei suoi vicini, ha comunque segnato la storia dell’alpinismo himalayano.